Uno sguardo al Fuorisalone 2013

Uno sguardo al Fuorisalone 2013

Di Giuliano Gaia

E’ così: ogni anno ci si dice che il fuorisalone è peggiorato, è in caduta libera, eppure ogni anno invariabilmente offre angoli di emozione e soprattutto getta su Milano una scossa di energia che ne fanno per una settimana quello che potrebbe essere per tutto l’anno: una grande città europea.

Ecco dunque qualche istantanea dell’edizione 2013, cominciando da una considerazione: il vero Fuorisalone oramai ruota attorno a via Ventura, il polo periferico ma mentalmente centrale dell’innovazione a Milano. Oramai degradata a fiera di paese via Savona, e a showroom con la puzza al naso la zona di Brera, l’inafferrabile vento dell’innovazione e della voglia di giocare e sperimentare soffia oramai verso est, oltre la ferrovia di Lambrate, tra loft postindustriali e vecchie corti in cui l’elettricista si scopre designer e il carrozziere ospita intriganti mobili componibili in metallo.

Ma ora basta parole, lasciamo la parola alle immagini, una selezione assolutamente parzialissima e casuale di  stimoli giunti dal Fuorisalone 2013, dai vecchi cortili normalmente invisibili alle candele a led che illuminano il Cenacolo, dalle poetiche lampade lunari di Catellani&Smith alla lama sempreverde del Pirellone che brilla al Sole di primavera.