Note di chiaro-scuro sulla mostra dedicata a Caravaggio

Note di chiaro-scuro sulla mostra dedicata a Caravaggio

Chi ha la passione per Caravaggio, per l’usabilità e l’user experience come può farsi mancare la grande mostra su Caravaggio a Roma senza prendere un po’ di note sul multimediale, la mostra in sè, l’audioguida e l’iPhone app? Tutto pane per i nostri denti!

La mostra, alle Scuderie del Quirinale, è stata allestita per celebrare il IV centenario della morte di Caravaggio avvenuta nel 1610, ed è stata pubblicizzata come la “mostra delle mostre”. Con curiosità a mille prenotiamo e non vogliamo perderci nemmeno una virgola!

IL MULTIMEDIALE
Partiamo dal multimediale posizionato all’ingresso della mostra. Realizzato da Accenture, si tratta di un grosso touch-screen più o meno di grandezza 100*70cm. Il contenuto è organizzato in maniera chiara:

  • biografia divisa in decenni
  • opere organizzate in sequenza visiva
  • segreti piccoli dettagli sconosciuti dei quadri, e altri visti a raggi x
  • mappa sezione che mostra dove sono conservate oggi le opere del Caravaggio.

Pollice verso:

  • Collocazione
    posizionato all’inizio della mostra, in ambiente assolutamente non adatto perchè rumoroso, di passaggio e dispersivo. In più fruibile in un momento sbagliato, nel senso che una volta entrato nel palazzo, il visitatore ha troppa voglia di tuffarsi a vedere faccia a faccia le opere di Caravaggio…come potrebbe stare lì a giocare con un touch-screen?
  • Interazione tra visitatori
    un’applicazione interattiva è adatta alla fruizione singola o al massimo è per persone che già si conoscono tra loro, mentre NON è ASSOLUTAMENTE adatta ad una fruizione di gruppo con persone sconosciute, a meno che non si tratti di qualcosa di altamente collaborativo o ludico.
    Ci mettiamo nascosti in un angolo e osserviamo il comportamento delle persone, come si fa in un vero e proprio user testing lab.
    Come volevasi dimostrare… il comportamento tipo è questo: mentre un visitatore interagisce con il multimediale, un altro visitatore si avvicina. A quel punto il primo visitatore si blocca, non sa più se proseguire autonomamente oppure se essere cortese e aspettare che il suo vicino abbia finito la lettura di tutta la schermata. Si creano immediatamente situazioni di contrasto, disagio e di non condivisione.
  • Interazione tra visitatore e multimediale
    a tratti molto frustrante. La sezione dedicata alla mappa che avrebbe dovuto indicare dove sono conservate le opere di Caravaggio nel mondo, non funziona quasi per niente. Cliccando sui puntini della mappa molto spesso il touch-screen non risponde all’azione dell’utente. Inoltre in generale il movimento/l’animazione dell’applicazione a tratti è a scatti e a tratti si blocca.
  • Testi
    troppi testi! è impensabile che una persona all’inizio di un percorso espositivo così complesso dedichi tutto quel tempo alla lettura su monitor! Dal punto di vista grafico poi il font è assolutamente troppo piccolo e di colore giallo ocra scuro su sfondo nero che non crea nessun contrasto ottimale per la lettura.
  • Qualità dello screen
    notevolmente LOW QUALITY! Questo causa frustrazione anche nel momento della visualizzazione superingrandita delle immagini. Le foto delle opere di Caravaggio sono fantastiche, ma la scarsa qualità grafica dello screen rende deludente ogni zoom. I colori poi che sono ben noti in Caravaggio per essere “drammatici”, come il rosso ad esempio, e in generale il chiaro-scuro, nel caso di questo touch-screen risultava assolutamente sbiaditi, spalmati, poco contrastati.
  • Qualità del case/frame
    il “case” di un multimediale, l’involucro per intenderci, deve essere molto solido per resistere alla pressione del tocco dell’utente. In questo caso invece ogni volta che la mano tocca il touch-screen, tutta la struttura hardware trema, oscilla e il vetro sembra quasi staccarsi dal frame.
  • Manutenzione
    a parte il traballamento generale della struttura che non sappiamo se alla fine di tutti i mesi di esposizione causerà o meno problemi allo staff, un touch-screen a fine giornata ha sempre bisogno di essere pulito dalle ditate. Chiediamo ovviamente al personale incaricato dell’assistenza al multimediale e ci confermano come le ditate stiano causando “errori”, cioè mancanza di interazione al tocco dell’utente.

Human interaction – user experience: considerazioni
Dal punto di vista dell’utente, al posto del multimediale interattivo, sarebbe preferibile un tradizionale video/documentario collocato in una saletta apposita, con tanto di sedute, non all’inizio della mostra, ma semmai al termine.
Per citare un esempio valido di museo attento alle problematiche dell’usabilità e dell’user experience, ci viene in mente la Tate Modern, a Londra, che di solito colloca un video, un documentario di approfondimento in una saletta accanto al bar accessibile al termine della mostra.
Bisogna considerare infatti due fattori che riguardano il visitatore al termine di una visita: si è stancato fisicamente e ha assorbito una certa quantità di informazioni. Mentalmente dunque è più ricettivo e più pronto alla comprensione di un approfondimento, ma senza sforzo fisico e/o ulteriore apprendimento del funzionamento di un software.

Di solito infatti il comportamento è questo:

  • la gente è pigra e non ha voglia di “imparare” ad usare un software soprattutto se in condizioni scomode, in pubblico e con altra gente intorno che osserva
  • la gente non vuole fare errori pubblicamente, non vuole sentirsi imbranata davanti agli altri, altrimenti si inibisce
  • ognuno ha la sua velocità di lettura, ci sono i superveloci e ci sono i riflessivi, ci sono quelli che vogliono prima cliccare qua e là velocemente per avere un’idea generale del “di che si tratta”e poi ritornare a quello che gli interessa, altri invece che leggono tutto schermata per schermata, sezione per sezione
  • la gente all’uscita dalla mostra è stanca e magari vuole sedersi
  • il multimediale interattivo ha i tempi del singolo utente, un video passivo ha i tempi uguali per tutti
  • il video è sicuramente adatto alla “condivisione” alla fruizione in gruppo come la televisione, il cinema, rispetto a internet/prodotti interattivi più adatto alla fruizione singola

Forse questo multimediale fatto per la mostra di Caravaggio avrebbe molto più senso online come preparazione alla visita o come approfondimento dopo, una volta tornati a casa.

L’AUDIOGUIDA
Per non perderci nemmeno una virgola su Caravaggio prendiamo ovviamente anche l’audioguida. E’ firmata D’UVA WORKSHOP.

Cosa ci è piaciuto

  1. Il contenuto è interessante dal punto di vista dell’analisi dell’opera. Pochissime date e pochissimi nomi, cosa questa sempre molto gradita nella fase di ascolto, quando l’attività cerebrale è più impegnata a percepire il contesto generale che i dettagli da memorizzare.
  2. La lunghezza delle descrizioni ci è sembra equilibrata: intorno ai 2-3 minuti per ciascun quadro. Tempo necessario per dare le informazioni importanti senza diventare troppo “pesanti”.
  3. L’alternanza delle due voci maschile e femminile è d’aiuto nel tenere costante l’attenzione durante l’ascolto.
  4. Il prezzo giusto per una mostra di questo genere: 4euro singola, 6euro doppia.
  5. In generale si mostra utile nel vedere una mostra così impegnativa. Pochissimi sono i visitatori sprovvisti.

Cosa non ci è piaciuto

  1. Il tipo di testo e il tono delle voci trasmettevano in generale pochissima o nessuna emozione. Un vero peccato! Caravaggio trasmette emozione in ogni pennellata… A tratti infatti tralasciamo l’audioguida per seguire attentamente un visitatore che scopriamo essere uno critico/scrittore esperto di Caravaggio! Ogni sua frase, ogni suo commento diventa musica per le orecchie e per l’anima…Be’ siamo stati fortunati!
  2. Nel testo non ci sono quasi mai riferimenti alla vita di Caravaggio e ciò lo trasformato, alle orecchie di chi non lo conosce o lo conosce poco, in un normale artista il cui compito era di dipingere su commissione e la cui genialità era quella di scegliere gente del popolo come modelli da ritrarre. Sappiamo che la biografia di Caravaggio è molto discussa, quindi per non trovarsi sommersi da critiche meglio non dire, ma alcuni episodi sono più che certi per cui… un accenno almeno sarebbe gradito…
  3. Il tono molto da documentario, freddo, standard, dà sempre l’idea di un testo letto, non recitato, non discorsivo, non fluido e questo alla lunga rischia di dare un effetto soporifero.
  4. In generale nella fase di ascolto viene a cadere l’esperienza emozionale, la magia e il dramma che emerge in maniera così prorompente dai dipinti di Caravaggio.
  5. Il device per l’ascolto è il classico “telefono”, un po’ pesantino, da tenere in mano avvicinato all’orecchio con conseguente stanchezza del muscolo del braccio.

LA MOSTRA

  1. Per quanto riguarda il contenuto c’è il giusto numero di opere con la giusta importanza. La possibilità di vedere tutte queste opere di Caravaggio affiancate, tutte lì in uno stesso spazio, ci dà sicuramente una grande emozione e soddisfazione.
  2. Bello che tutte le opere esposte siano quelle sicuramente attribuibili a Caravaggio e questo è ben spiegato fin dall’inizio della mostra… anche se alla fine del percorso, un po’ di dubbio ci è viene… perchè non raccogliere in una sala separata anche le opere non attribuibili al Caravaggio al cento per cento? Visto che tutte le opere sono lì, perchè non aggiungere anche le altre in questa “mostra delle mostre”?!
  3. Le due Cena in Emmaus, una solitamente conservata alla Pinacoteca di Brera e l’altra alla National Gallery di Londra, viste insieme sono un’occasione unica e indimenticabile, ma allora perchè non affiancarle invece di collocarle in due sale diverse? Stessa osservazione vale anche per il San Giovanni Battista.
  4. L’allestimento è molto d’effetto, molto teatrale. Tutto giocato sullo scuro con luci solo sulle opere. Pannelli descrittivi molto ben scritti e ben lontani dai quadri così non c’è calca che ostruisce la visione delle opere. In alcuni punti però i faretti come al solito danno riflessi sull’opera impedendone il totale apprezzamento.
  5. Le didascalie sono retroilluminate, ben visibili, anche se il carattere tipografico usato è un po’ troppo piccolo e molti fanno una certa fatica a leggerle.
  6. Percorso cronologico molto chiaro e la durata complessiva della mostra è giusta: 1 ora/ 1 ora e mezza.
  7. Se pensiamo alla gran quantità di gente che c’era, l’ambiente era molto ben silenziato e areato.
  8. Prezzo giustissimo: 10 euro + 2 di prevendita.
  9. Lo shop ampio e ben fornito su cose di Caravaggio e non.

MOBILE APP
Dopo la mostra, veniamo a sapere che c’è anche un’iPhone App da scaricare gratuitamente da iTunes http://itunes.apple.com/it/app/mostra-caravaggio/id367896562?mt=8
Il contenuto e l’architettura delle informazioni corrispondono esattamente al multimediale presente all’inizio della mostra, ad eccezione della mappa delle opere che nell’applicazione iPhone è assente.

  1. Nel creare l’applicazione è stato semplicemente utilizzato lo stesso layout grafico del multimediale (che però ha uno schermo di circa 100*70cm!) per il pic colo schermo dell’iPhone quindi con visualizzazione sempre in orizzontale fin dalla schermata iniziale. Il risultato è problematico nelle schermate con molto testo come ad esempio nella sezione Biografia dove i testi sono lunghi, incastrati in un angolino e da scrollare.
  2. La sezione “mostra” è suddivisa in parete verde, parete rossa, parete  grigia e parete azzurra. Ogni parete si riferisce ad un periodo della vita di Caravaggio, ma questo lo si scopre dopo aver cliccato su ciascuna voce. Perchè, invece di essere così ermetici, accanto ai colori delle pareti, non citare direttamente il periodo? Anche chi è stato alla mostra, di certo non ricorderà i colori delle pareti anche se ammettiamo di esserne stati colpiti 😉
  3. La qualità dei testi è più adatta ad un libro, ad una lettura tradizionale che ad un device portatile. Anche su questo tema bisognerebbe aprire una serie di punti… i testi solitamento vanno adattati in base alla modalità di fruizione. Un libro, un documentario, uno schermo grande, uno schermo piccolo, un computer, uno smart phone rappresentano ognuno una condizione diversa di fruizione e quindi di user experience. Un utente con uno smart phone di certo è interessato ad avere solo le informazioni essenziali.
  4. La qualità delle immagini è molto alta ed è possibile fare uno zoom ad un ottimo livello!

IN CONCLUSIONE…
Una mostra ricca nel contenuto e nell’allestimento, dal punto di vista multimediale sicuramente da migliorare prestando più attenzione alle esigenze dell’utente… D’altra parte non è all’utente che ci si rivolge?