La grande mostra di Palazzo Reale: Leonardo di Vinci

La grande mostra di Palazzo Reale: Leonardo di Vinci

Di Rita Capurro

Ancora poche settimane e la mostra di Leonardo a Palazzo Reale chiuderà dopo tre mesi intensi. Un periodo che ha consentito a moltissimi visitatori di poter ammirare un eccezionale numero di opere dell’artista, riunite insieme a costituire una narrazione espositiva affascinante per la sua completezza e capacità di sintesi della complessità.

Questi mesi di mostra sono volati via, ma sono stati vissuti intensamente sia dai visitatori, che hanno percorso le sale di Palazzo Reale dedicate alla mostra, sia dagli studiosi leonardisti che sulla mostra e il suo contributo all’avanzamento delle ricerche si sono confrontati, in ultimo durante l’importante convegno internazionale del 13 e 14 maggio scorsi presso il Politecnico di Milano.

Per chi non l’avesse ancora visitata e per chi volesse ripeterne l’esperienza, consiglio di percorrere le sale della mostra con la giusta lentezza, che consenta di centellinare l’esperienza e godere quindi della bellezza di ogni singola opera, sia di Leonardo che dei grandi artisti che con Leonardo sono posti in dialogo.

Nelle diverse sezioni ci si può immergere nell’ambiente dell’esperienza formativa fiorentina dell’artista, nel clima culturale in cui egli ha vissuto e che ha stimolato la varietà dei suoi interessi, nell’ambiente della corte sforzesca e francese e, soprattutto, nella mente di un uomo che ha trascorso un’esistenza con la curiosità sempre viva di un fanciullo, rispondendo all’esigenza di continuo perfezionamento.

Il disegno, come un fil rouge, accompagna l’intero percorso di visita : dal disegno prospettico a quello paesaggistico, dal disegno per la pittura a quello tecnico per i progetti ingegneristici, dagli schizzi al disegno perfettamente definito. Attraverso il disegno Leonardo sviluppa un linguaggio che può comporre ogni tipo di discorso. In particolare nei disegni preparatori, come negli studi per Leda o per il monumento equestre, nella mostra mirabilmente narrati, emerge come il disegno è uno strumento di ricerca che vuole condurre a una soluzione, risultato di un processo di approfondimento sui ogni dettaglio, valutato in tutte le sue possibilità.

Inoltre, c’è un altro aspetto che rende questa mostra speciale. Al termine del percorso di visita, con le immagini dei grandi capolavori appena ammirati impresse nei propri occhi, il visitatore porta con sé la sensazione di avere fatto un incontro importante, con un genio. Uno straordinario personaggio, non una meteora persa in un indistinto mondo di mediocrità, caratterizzato da quella condizione di “assoluto” che lo fa immaginare slegato da ogni realtà circostante, bensì una persona in relazione virtuosa con gli stimoli culturali della sua contemporaneità.